Riflessione personale

Cosa lega il sottoscritto al Vulture, da ardire di accompagnare un gruppo di camminatori in quella terra sconosciuta? Cosa lega chi vive in Abruzzo, a Tagliacozzo? Più di quanto pensiate. Intanto il brigantaggio, qui come là. E poi il generale spagnolo José Borjes, nato in Catalogna nel 1813 e José_Borjesmorto suo malgrado a Tagliacozzo nel 1861. Anno fatidico della nostra storia. Re Francesco II di Borbone mandò Borjes nel sud per sollevare le popolazioni contro i Savoia, che già si erano fatti malvolere. Borjes si allea con Carmine Crocco e questo inciucio, come lo chiameremmo oggi, ovviamente fallisce. Borjes e Crocco rompono, e Borjes torna mesto con una trentina di uomini verso Roma e la madrepatria, ma a pochi chilometri dalla salvezza, a Sante Marie, vicino a Tagliacozzo,  viene raggiunto dai bersaglieri che lo uccidono senza pietà.

Molto di quello che andremo a raccontare si riassume in queste due lapidi messe dal Comune di Sante Marie a ricordo del tragico evento:

Lapide del 1966:

lapideborjesluppa1966

Lapide del 2003:

lapideborjesluppa

Capito la differenza?

Ma torniamo al Vulture, e a Ninco Nanco.

Avevate mai sentito parlare del Vulture?  Una bioregione semisconosciuta nel nord della Basilicata. Una terra dove sembra non possa accadere niente. Una terra invece che è stata  teatro di una guerra dimenticata, centocinquanta anni fa. La storia la scrivono i vincitori, e i piemontesi hanno vinto, per cui i briganti del Vulture, alleati con l’esercito spagnolo ,sono stati raccontati come sanguinari senza scrupoli, lo stesso generale spagnolo Borjes è stato per anni considerato un bandito, per poi essere pian piano rivalutato. In Vulture si tentò, tra l 1861 e il 1864, una operazione come quella di Garibaldi, ma al contrario: un manipolo armato doveva sollevare il popolo contro i sabaudi, che in pochi anni avevano già tiranneggiato e portato scontento tra gli abitanti del Mezzogiorno.

L’operazione non riuscì: perché? Cercheremo di capirlo con questo cammino, che ripercorre i luoghi del bandito che si proclamò generale, Carmelo Crocco, e dei suoi luogotenenti tra i quali c’è Ninco Nanco, giovane che fu subito mitizzato e che morì in circostanze misteriose.

Come i pellerossa, ai quali questi banditi sono stati paragonati, furono sconfitti e gli fu tolta anche la dignità della memoria.

Il mistero di Ninco Nanco, al quale ancora adesso si dedicano manifestazioni e rappresentazioni (anche un birrificio artigianale locale ha messo in commercio due birre dai nomi Ninco Nanco e Crocco, assaggiarle farà parte del percorso multisensoriale): Ninco Nanco (o Ninghe Nanghe), chiamato così perché balbettava, fu catturato dai piemontesi in un’imboscata, e pochi minuti dopo essere stato messo in manette fu ucciso da mano sconosciuta. Le cronache del 1864 già il giorno dopo riportano dubbi su questo omicidio. Chi uccise Ninco Nanco, e perché? Giovane bello, con lunghi capelli chiari, portava sempre sul cavallo una piccola chitarra ornata di nastri colorati.

ninconanco morto

Eugenio Bennato, che ha studiato tanto il brigantaggio e ha dedicato canzoni a queste storie, dà nella “Canzone di Ninco Nanco” una versione politica dell’omicidio:

E Ninco Nanco deve morire perché la storia così deve andare
e il Sud è terra di conquista e Ninco Nanco nun ce pò stare,
e Ninco Nanco deve morire perché si campa putesse parlare
e si parlasse putesse dire qualcosa di meridionale.
E Ninco Nanco da eliminare e se lui muore chi se ne frega,
sulla sua tomba neanche un fiore, sulla sua tomba nessuno prega.
E Ninco Nanco da eliminare, che non si nomini più il suo nome,
sia maledetta la sua storia, sia maledetta questa canzone.

Rimane comunque il fatto che il viaggio sarà anche un viaggio nell’animo umano: com’è possibile che si arrivi a tanta violenza, da entrambe le parti? Non solo si uccideva, ma ci si accaniva sui cadaveri, si tagliavano teste, lo facevano sia i bersaglieri dell’esercito piemontese che i briganti dell’esercito di Crocco, che arrivò a contare anche duemila uomini (il doppio di Garibaldi), per poi sfaldarsi per conflitti e differenze. Cosa scatta nell’uomo nelle situazioni di difficoltà?

Il Cammino di Ninco Nanco infine sarà un viaggio nell’ospitalità di questi luoghi, di questa gente. Ma noi avremo con noi uno strumento con cui ripagarla. La piccola chitarra di Ori, ornata con nastri colorati,  come la chitarra di Ninco Nanco, riproporrà la versione della nostra artista di alcune canzoni sul brigantaggio, oltre a far omaggio a tutti di canzoni da lei composte.

Luca Gianotti

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